Il "Formatore"

Chi è Il "Formatore"? In questa pagina, aperta al contributo di quanti vorranno partecipare cercheremo di delineare questa figura che, diciamolo, non è poi così chiara. Oggi un po' tutti si definiscono "Formatori", anche se poi tanti sono degli "Informatori", o, peggio ancora, dei "De-Formatori".
Alcuni riferimenti, seri e/o semiseri, sul Formatore: chi è, chi dovrebbe essere, chi vorrebbe essere?
Per cominciare, una definizione semiseria del Formatore:

"Professionista più concentrato ad istruire gli altri od a cambiarli anzichè formare prevalentemente se stesso. La sua attività professionale gli serve per ricercare, con clienti nell'ambito dei gruppi di lavoro, le necessarie gratificazioni emotive. Si sente vivo in mezzo agli altri perchè teme la solitudine, cerca la relazione perchè ne ha un disperato bisogno, essendo fondamentalmente timido ed asociale. Il contatto con il team, con il pubblico, è per lui generalmente autoterapeutico. E' per lo più una persona insicura, che in un ambito protetto socialmente si sente forte, vincendo le proprie inibizioni e sfruttando bene o male il ruolo che gli è assegnato dai programmi organizzativi. Può essere interno o esterno all'azienda ma in ogni caso è vittima dell'illusione di poter appunto "formare" altre persone. Quando arriva alla maturità professionale capisce i suoi limiti ed al massimo si autodefinisce "animatore". Se è furbo, invece di sforzarsi ad insegnare, cerca di imparare lui stesso dagli altri, dai partecipanti ad un corso o ad un intervento formativo. Il team di lavoro diviene allora per lui fonte di novità reale; da docente diventa discente, cerca di "far emergere quello che le persone sanno già", quello che possiedono dentro; è un attivatore, un "enzima", un catalizzatore di potenzialità altrui, non un maestro o un instruttore".
ed altre definizioni tratte dalla rivista Skill (n°7-8, 1993):

ANALISI DELLA DOMANDA:
processo di trasformazione del cliente in paziente. Esonera dall'analisi della risposta

CAPACITA':
attitudine dei formandi a comportarsi sul lavoro come si comporterebbe il formatore, se lavorasse

CLIENTE:
utente che si è accorto che è lui che paga

COMMITTENTE:
persona ricchissima che non commette errori direttamente ma li commissiona ad altri

CONSULENTE:
un lusso che possono permettersi le aziende che già vanno bene per altri motivi. Se costa poco aiuta a trovare le risposte, se costa molto aiuta a trovare le domande. Si distingue dal mastino perchè molla l'osso quando non c'è più polpa

EMPATIA:
capacità di mettersi nei panni dell'interlocutore senza provare disgusto

FEEDBACK FINALE:
simulazione di apprezzamento che precede di poche ore critiche e maldicenze

INSIGHT:
quando il partecipante improvvisamente vede le cose come le vede il docente

MATERIALE DIDATTICO:
dono riparativo mediante il quale il formatore stende un velo pietoso sulla propria ignoranza

METODO DEI CASI:
chi sa fa, chi non sa insegna, chi non sa insegnare usa il metodo dei casi

PSICOLOGIA:
scienza che misura in modo esatto aspetti irrilevanti del comportamento. Si distingue dall'ingegneria meccanica perchè gli ingegneri amano le macchine

SOTTOGRUPPI:
metodo messo a punto dai formatori che devono fare molte telefonate, apprezzata dai partecipanti perchè suscita un'euforica illusione di libertà ed autonomia

TUTOR:
tuttologo esperto in processi e disposto a fare da capro espiatorio. Si distingue dalla baby sitter perchè i suoi assistiti sono grossi e pelosi

UTENTE:
persona ingrata che pretenderebbe di sapere lei di cosa ha bisogno

 

Questo, invece è più serio ed è

tratto da www.cestor.it :

LA FORMAZIONE DEGLI ADULTI
di Alberto Marano

Una breve storia

Le principali tappe di questa evoluzione italiana sono strettamente legate allo sviluppo delle imprese che ha: avuto funzione trainante sui contesti organizzativi.

Anni '40 - '50
La formazione come la intendiamo oggi è praticamente sconosciuta; le parole magiche sono: addestramento e formazione professionale; l'imperativo categorico è produrre. Timide iniziative mutuate da modelli esteri (U.S.A.) sono totalmente rigettate (corsi IPSOA, corsi T.w.i.); solo alcuni tentativi sopravvivono (CUOA a Padova, ISIDA a Palermo, IFAP a Roma).

Fine anni '50 - fine anni '60
Nelle grandi città del triangolo industriale, accanto a grandi centri di addestramento pubblici e privati che incominciano a declinare, appaiono nelle aziende multinazionali i primi programmi di formazione per il management. Il modello autoritario entra in crisi. I formatori sono tecnici e specialisti del know-how aziendale.

Fine anni '60 -1976
Inizia a diffondersi sempre più la necessità di sostituire il modello autoritario di gestione del personale con nuovi metodi. Accanto a sacche di resistenza ostentata, nascono i primi centri di formazione (FIAT, Montedison) e le prime associazioni di formatori (AIF). L'evoluzione della formazione é del tutto coerente con l'evoluzione socio - organizzativa del sistema delle imprese. Si afferma la figura professionale del formatore - coordinatore.

1977- 1985
I programmi di formazione manageriale hanno ormai uno sviluppo tumultuoso e inarrestabile. Anche nelle banche e in altre società di servizi i piani di formazione per migliaia di quadri diventano la regola. Tutti i soggetti istituzionali (imprese, enti pubblici, associazioni datoriali) finanziano scuole, centri, master. Accanto alla formazione efficace compare la formazione apparente, di moda, sottoprodotto forse inevitabile di ogni crescita economica. II ruolo del formatore è legittimato nell'organizzazione. Anche sindacati e partiti politici si interessano della formazione.

1986- 1994
Master e corsi di specializzazione post - laurea si moltiplicano e vengono sempre più importate dall'estero metodologie formative innovative. La qualità media della formazione si stabilizza; coesistono iniziative eccellenti con altre improvvisate e scadenti.
La formazione si affranca dalle anguste Direzioni del Personale e si integra con le funzioni di Organizzazione e Comunicazione. II formatore si trasforma in un esperto di sviluppo organizzativo.
Persistono tre storiche dicotomie italiane:
la separazione tra il sistema lavoro (formazione) e le istituzioni educative (scuola/università); la separazione tra lavoro direttivo e lavoro esecutivo che asfissia i tentativi di decollo di ruoli imprenditivo - innovativi e ruoli professionali; la separazione tra sapere e fare.
Ci affacciamo alle soglie del terzo millennio con grandi fermenti, un pò di nostalgia e una diffusa esigenza di maggiore qualità, correttezza, utilità della formazione.

La formazione dei formatori

Se riandiamo con la memoria ai primordi della formazione in Italia, ci tornano in mente persone che abbiamo incontrato nei nostri primi anni di lavoro in azienda e ci ricordiamo che si facevano chiamare "formatori". Se ripercorriamo con lo sguardo gli scaffali di una biblioteca, tra gli anni '60 e '80, troviamo al massimo una decina di pubblicazioni, per lo più traduzioni di testi anglosassoni, che affrontano il tema della formazione. Una di queste "perle" ha il titolo significativo di "Manuale dell'addestramento".
Gli addestratori di quegli anni eroici hanno un profilo professionale molto vicino a quello degli attuali docenti tradizionali esperti/competenti che affollano ancora numerosi tanti cosiddetti centri di formazione.
Successivamente, accanto a queste figure classiche, con il declino del fenomeno addestrativo, emanazione di un sistema produttivo basato sulle competenze/professionalità, da almeno una decina di anni si e' andato delineando e affermando il profilo del formatore come figura professionale emergente.
Come ha evidenziato una recente ricerca qualitativa su "Le specificità della formazione in Emilia Romagna", molti di questi formatori con diversi bagagli culturali (tecnico - specialistico, sociologico, psicologico, aziendalistico puro) hanno iniziato ad operare in aziende medio - grandi, con competenze e ruolo inizialmente diversificati e poi via via sempre più affinati e meglio identificati.
Questa tendenza è nella natura stessa della formazione che agisce direttamente sulla cultura e sui comportamenti prima che sulle competenze. Le imprese, negli anni a cavallo tra il 1980 e il 1990, più che sulle professionalità, hanno dovuto far leva rapidamente sul sottosistema culturale, cioè su variabili impalpabili, per trasformare obsolete strutture autoritarie e meccaniche in modelli snelli, flessibili, innovativi, integrati. In coerenza con queste tendenze, i formatori hanno dovuto acquisire nuove conoscenze e competenze quali la psicologia dell'apprendimento nell'adulto ed hanno avuto il merito di darsi un'associazione professionale (AIF) che in pochi anni e passata da un ristretto club milanocentrico a rappresentare le istanze di sviluppo professionale di migliaia di soci in tutta Italia.
Per merito dell'Associazione, accanto alle innovazioni metodologiche e dei contenuti e stato individuato il terzo fattore: I PROCESSI.
L'aver metabolizzato che la formazione e' un processo fatto di attività complesse e che e necessaria per lo sviluppo professionale e culturale dei singoli ha con AIF, e sulla sua scia numerosi enti, università e società di consulenza, a varare programmi di formazione - formatori con l'obiettivo di trasformare la tendenza al puro business in segnali di crescita qualitativa. La caratteristica prioritaria di un programma di formazione - formatori deve essere quella di diffondere la cultura professionale del formatore oltre che di consolidare le capacità connesse al ruolo di Esperto di Gestione dei Processi di Apprendimento negli Adulti. In base a questo approccio, le componenti specialistiche, proprie della professione, vengono coniugate con la lettura della realtà organizzativa, per sviluppare capacita di interpretazione ed intervento sui fenomeni del contesto organizzativo.

L'andragogia

Che cosa sappiamo, effettivamente, delle caratteristiche specifiche dell'adulto che apprende?
Da circa vent'anni, alcuni studiosi stanno compiendo ricerche per mettere a fuoco i tratti distintivi di una disciplina ancora poco diffusa, ma che costituisce il necessario punto di partenza per lo sviluppo di una nuova efficacia della formazione.
La formazione degli adulti pone problemi le cui soluzioni sono molto diverse da quelle che si danno alla formazione dei bambini.
Tra i fattori di specificità della persona che apprende consideriamo (vedi Knowles) quelli particolari derivanti dall'età adulta.

  • Il bisogno di conoscere
    Gli adulti sentono l'esigenza di sapere perché occorre apprendere qualcosa, prima d'intraprendere l'apprendimento. Tough (1979) ha scoperto che quando gli adulti iniziano ad apprendere qualcosa per conto loro investono una considerevole energia nell'esaminare i vantaggi che trarranno dall'apprendimento.

  • Il concetto di sé del discente
    Gli adulti hanno un concetto di se' come persone responsabili delle loro decisioni. Una volta raggiunto questo stadio, desiderano essere trattati e considerati come persone capaci di gestirsi autonomamente. Se pensano che altri stiano cercando di imporre loro la propria volontà, la respingono; nel momento in cui si trovano ad affrontare un'attività etichettata "formazione" tornano al condizionamento ricevuto nelle loro precedenti esperienze scolastiche: incrociano le braccia, si siedono e dicono: "Insegnatemi, se siete capaci".

  • Il ruolo dell'esperienza del discente
    Gli adulti hanno esperienze di formazione con un vissuto personale maggiore delle persone più giovani perché hanno accumulato più esperienze.

  • La disponibilità ad apprendere
    Gli adulti sono disponibili ad apprendere ciò che hanno bisogno di sapere e saper fare per far fronte alle situazioni della loro vita reale.

  • L'orientamento verso l'apprendimento
    In contrasto con l'orientamento centrato sulle materie, caratteristico dei bambini, quello degli adulti e centrato sulla vita reale.

  • La motivazione
    E' errato pensare che gli adulti si rendano disponibili alla formazione per un lavoro migliore, promozioni e simili; le molle sono le pressioni interne: l'autostima, la qualità della vita, la soddisfazione sul lavoro.

PEDAGOGIA

ANDRAGOGIA

II bambino all'inizio é privo di conoscenze.

L'adulto ha un vissuto individuale importante e una formazione scolastica diversa da quella di altri adulti.

L'insegnante conosce i programmi ed ha idee precise su come trasferirli alla classe.

II formatore non ha alcuna idea delle conoscenze e non sa prima come trasmetterà al gruppo

L'esperienza personale del bambino e' modesta.

L'esperienza dell'adulto é superiore alla conoscenza che riceverà in aula.

L'insegnante cerca di portare la classe al livello superiore.

II formatore dell'adulto sa che ogni partecipante arriverà con percorsi diversi.

La motivazione ad imparare é legata al voto.

La motivazione é legata all'interesse per l'argomento.

La formazione e', da tempo, alla ricerca di una soddisfacente definizione del proprio soggetto. A tale ricerca, naturalmente, la costringe la propria condizione di scienza umana, il cui statuto e di natura relazionale.
Già nel 1985 G.P. Quaglino (Fare Formazione) poneva il focus del suo lavoro sulla definizione del soggetto: formatore-discente.
Da allora sono seguiti anni intensi e significativi per lo sviluppo della professione del formatore. A tale sviluppo hanno contribuito gli apporti delle discipline e delle teorie che hanno saputo indicare la consapevolezza della centralità del soggetto conoscente.
Una importante tappa del processo di costruzione della visione corretta della natura e del ruolo della formazione e costituita dal bel libro di Duccio Demetrio, "L'eta' adulta. Teorie dell'identita' e pedagogie dello sviluppo", nel quale al centro dell'analisi e il soggetto della formazione: I'UOMO ADULTO.

Il futuro della formazione

L'incertezza e la crescente complessità del mondo in cui ci troviamo a vivere a volte ci fanno perdere di vista le tracce "del nostro futuro".
Lo studio e la diffusione delle conoscenze dei modelli di apprendimento degli adulti (andragogia), i diversi approcci verso il mercato e i discenti, l'evoluzione della figura classica del formatore verso la figura di gestore di processi formativi complessi rappresentano le possibili tracce da seguire per andare verso una formazione nuova.
I percorsi, per cosi dire essenziali, che i formatori dovranno seguire sono:

  • progettare formazione a pensare, a sviluppare capacita trasversali, a costruire figure professionali, a produrre idee;
  • realizzare formazione per elevare i livelli di qualità; fare formazione rivolta ad aumentare l'attenzione verso la comunicazione, l'affettività, la flessibilità, l'estetica;
  • promuovere l'integrazione organizzativa.

La formazione e' diventata, infatti, una leva organizzativa volta ad adeguare i comportamenti e le capacita delle persone alle esigenze dell'organizzazione di appartenenza, attraverso attività di apprendimento in aula e fuori aula. Questa é, ovviamente, una definizione semplificata che non rende giustizia della complessità delle situazioni organizzative per le quali é necessario usarla.
Le persone non si adeguano all'organizzazione più di quanto la medesima, nel suo insieme di ruoli, norme e meccanismi operativi, si adegui ai suoi membri. L'adeguarsi non va interpretato come un comportamento passivo, bensì come la partecipazione con diverso impatto alla costruzione di comportamenti o capacità che da alcuni vengono considerati relativi per il successo dell'organizzazione.
La definizione, seppure parzialmente "vera", e tuttavia pragmaticamente utile per individuare alcune linee - guida che rendono il processo formativo più efficace.
L'attività di formazione degli adulti è sinergica a numerosi strumenti di gestione e sviluppo organizzativo, tra i quali ricordiamo:

A - Sistema di valutazione e sviluppo
In un passato cosi' recente da apparire ancora presente, i profili professionali si costruivano partendo dalla posizione ed attribuendo ai ruoli delle caratteristiche standard: il progettista doveva essere un tecnico, l'amministrativo doveva essere un ragioniere, il venditore doveva sapere di marketing mix, e via dicendo.
Lo scenario sul quale competono le aziende si é molto differenziato, anche se molti non se ne sono ancora accorti, e non é opportuno restare vincolati all'idea che la professionalità, le competenze, le capacità, siano determinate dalla posizione o dal ruolo e che dunque é il ruolo l'obiettivo della formazione.
La professionalità é in funzione prima di tutto del contesto in cui opera, cioè del settore di business.
L'Amministrazione e Finanza, ad esempio, sembrerebbe una funzione impermeabile a qualsiasi mutamento; eppure se compariamo una società di engineering e una società di esplorazione petrolifera ci accorgiamo che nella prima la finanza e diventata una leva di marketing mix dell'offerta, mentre nella seconda é la gestione del rischio di cambio il problema dominante.
In Progettazione Meccanica il progettista più ricercato era, fino a pochi anni fa, quello che sapeva creare prodotti totalmente nuovi; adesso sono ricercatissimi i progettisti che realizzano il massimo dell'innovazione cambiando il meno possibile.
Siamo passati cioè da progettisti orientati al prodotto a progettisti orientati al cliente.
Dunque, la progettazione formativa sarà sempre meno standard e sempre più orientata a sostenere la cultura organizzativa dell'azienda che deve competere.

B - Sistema di valutazione delle prestazioni
La valutazione delle prestazioni é spesso vissuta come un processo diretto a dare un giudizio sull'interessato, dal quale discende un'influenza più o meno immediata sulla retribuzione, mentre lo scopo di fondo é quello di finalizzare le energie indicando il più chiaramente possibile le mete a cui ciascuno deve tendere.
Agganciare alla valutazione delle prestazioni una serie d'interventi formativi conseguenti significa farne uno strumento di sviluppo del contributo e quindi della professionalità dei singoli.

C - Sistema di valutazione del potenziale
La valutazione del potenziale mira a programmare la mobilita' verticale e orizzontale delle persone all'interno delle organizzazioni proiettandole verso posizioni in cui possano affermare qualità latenti considerate utili dalla struttura.
Ancora di più della valutazione delle prestazioni, l'analisi del potenziale da' automaticamente luogo alla programmazione di investimenti formativi. Alla fine, ad esempio, di un'indagine sul potenziale di una popolazione (quadri in R&S) e possibile avere come sottoprodotto un "rapporto" che contiene indicazioni pertinenti sulla cultura organizzativa, sul clima, sui punti forti e deboli in termini di competenze, capacita' e atteggiamenti - orientamenti che costituiscono il fulcro di ogni analisi del potenziale. La necessita' di operare sull'ambiente interno e sui piani di sviluppo organizzativo in stretta connessione con le altre variabili di gestione aziendale,
in termini pratici, significa considerare l'impatto economico delle azioni volte alla gestione dello sviluppo delle risorse umane, studiando, per esempio, l'impatto della formazione sui miglioramenti di performance.

Considerazioni conclusive

In un mercato difficile come l'attuale, la formazione deve cercare dentro di se' le motivazioni della sopravvivenza.
Tutti i passaggi che abbiamo sommariamente accennato si collegano, per l'appunto, nel circuito di sviluppo delle risorse umane.
Da ciascuno di essi scaturiscono compiti essenziali per la formazione.
La formazione si collega alla ricerca e selezione per disegnare i percorsi che porteranno le persone, di nuovo inserimento o di nuova promozione, dal livello di capacità posseduto a quello necessario per avere successo; individuerà nella struttura le esigenze di formazione relative alle diverse posizioni e ai diversi ruoli; ricaverà dal processo di valutazione i bisogni di professionalità che deve ancora soddisfare e le indicazioni di quali valori e comportamenti l'azienda premia e su questi ultimi modellerà obiettivi e contenuti di apprendimento.
In tal modo, in un sistema coerente di sviluppo delle risorse umane (R.U.) di cui e' parte integrante, la formazione sarà in grado di esprimere al massimo il proprio contributo allo sviluppo delle aziende.

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Scheda isfol
IL FORMATORE

DEFINIZIONE
 

Il Formatore è responsabile del processo di apprendimento finalizzato a migliorare conoscenze e capacità tecniche e/o professionali dei partecipanti ai corsi formativi extrascolastici.

Il suo ruolo è molto vicino a quello di un docente; deve essere esperto dei processi di insegnamento, destinati specificatamente ad adolescenti ed adulti. Ha il compito di trasmettere non solo delle nozioni, ma anche di far conseguire abilità e competenze, utilizzabili nel mondo del lavoro.

COMPITI E PRINCIPALI ATTIVITA'

Il Formatore gestisce direttamente il front end, in altre parole tutte le fasi iniziali degli interventi formativi, che includono anche la definizione degli obiettivi.

Questa Figura opera in tutti gli ambiti della formazione, da quella di primo e secondo livello (post-obbligo, post-secondaria e post-universitaria) a quella continua, detta anche on the job, fino al coaching, una sorta di formazione/allenamento personalizzato.

Il Formatore è incaricato dello svolgimento pratico delle azioni formative, in presenza o a distanza, per le quali elabora dettagliatamente contenuti e modalità specifiche (lezioni, esercitazioni, ecc.).

Talvolta può collaborare, su richiesta del direttore di progetto o del progettista, all’analisi dei fabbisogni della domanda e dell’offerta formativa, come anche alla formulazione di alcune parti del progetto.

Uno dei primi compiti del Formatore riguarda la verifica degli obiettivi stabiliti in fase di progettazione. Deve controllare che lo schema dei contenuti e delle metodologie del suo intervento sia stato perfettamente definito e tracciato. Sulla base del programma sintetico delineato dal progettista, il Formatore articola nel dettaglio le varie fasi e i tempi dell’apprendimento, definendo il numero e la scansione delle ore/giornate per ogni modulo formativo e l’eventuale suddivisione in sotto-gruppi dei partecipanti al corso.

Deve sempre accertarsi dei requisiti richiesti in ingresso ai partecipanti ed approfondire la conoscenza dei singoli allievi, al fine di modulare il proprio intervento ed ottenere i massimi risultati formativi.

In collaborazione con il progettista e il direttore di progetto, interviene nella scelta delle attrezzature e degli strumenti più adatti a supportare l’attività d’insegnamento: testi, dispense, lucidi, sequenze di diapositive, lavagne, computer e qualsiasi macchinario specifico. Inoltre, contribuisce anche a scegliere, integrare o modulare le varie metodologie didattiche previste dal progetto formativo (lezioni classiche in aula, attività di seminario e di laboratorio, ricerche, esercitazioni; lavoro di gruppo, studio di casi, simulazioni, formazione a distanza, tirocinio pratico in azienda e così via).

Il Formatore partecipa anche all’elaborazione delle valutazioni, in itinere e finali, dell’intero percorso, oltre che, naturalmente, dei singoli moduli. Gli strumenti e i metodi di verifica dei risultati sono stabiliti nella pianificazione dei corsi, ma il Formatore può eventualmente introdurre ulteriori dispositivi di accertamento delle competenze/conoscenze acquisite.

Nella fase di realizzazione, il Formatore gestisce il gruppo e i singoli, in aula o in altra sede, attuando il programma stabilito per raggiungere gli obiettivi formativi. L’intervento del Formatore deve essere flessibile e può subire rielaborazioni in corso d’opera, in base agli esiti della valutazione in itinere. Tutte le modifiche sono stabilite d’intesa con il direttore o il responsabile del progetto formativo.

COMPETENZE
 

Nel corso degli ultimi 15-20 anni, a seguito delle riforme che hanno fortemente ridefinito il quadro generale dei settori dell’educazione e della formazione, il profilo del Formatore è diventato sempre più articolato. Si è passati da un ruolo cui si richiedeva solo il trasferimento di capacità pratiche (addestramento) ad una Figura professionale con competenze specialistiche più complesse.

Con riferimento alle competenze tecnico-professionali, il Formatore deve essere specializzato su una o più materie d’insegnamento. Deve conoscere le modalità per trasmettere le proprie conoscenze agli utenti del corso e le metodologie specifiche per la valutazione del processo di apprendimento. Fondamentali risultano le capacità di gestione dei rapporti interpersonali e dei meccanismi di conduzione di gruppi e dell’aula. Deve saper creare ambienti favorevoli all’auto-apprendimento e al collaborative Learning. Per questo, il Formatore deve avere nozioni di psicopedagogia, andragogia e sociologia. Inoltre, la verifica del processo formativo nel suo insieme necessita di competenze nei principali metodi di valutazione delle conoscenze e delle abilità e nella docimologia (lo studio dei sistemi di votazione e del comportamento degli esaminatori e degli esaminati). È necessario che sappia motivare gli allievi e sappia trasmettere la voglia e la volontà di apprendere. L’adesione dell’allievo al processo formativo è, infatti, condizione fondamentale per il buon esito dello stesso. Il ruolo di Formatore comporta un continuo aggiornamento dei contenuti didattici e un’attenzione alle evoluzioni in materia di strategia e metodologie d’insegnamento.

Per operare nel settore della formazione permanente, deve conoscere i sistemi organizzativi aziendali, i processi produttivi e le nuove tendenze del mercato del lavoro.

Per quanto concerne le competenze di base, il Formatore deve possedere le nozioni principali sulla legislazione del lavoro e le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, deve conoscere i sistemi di qualità applicabili alla formazione: metodologie, tecniche e strumenti per il controllo qualitativo delle attività formative (norme Iso). Fondamentale è la conoscenza della lingua inglese. Deve saper utilizzare strumenti multimediali, avere dimestichezza con le risorse culturali del web e con le possibilità didattiche sviluppate da Internet.

Dal punto di vista delle competenze trasversali, è necessario che il Formatore sia dotato di capacità di costruire e mantenere rapporti positivi con collaboratori e allievi, abilità nell’ascolto, buona attitudine all’analisi ma anche alla sintesi. Le qualità personali del Formatore influiscono in modo rilevante sulla sua professione;le attitudini che deve possedere sono:

  • creatività, predisposizione alle innovazioni, mentalità aperta e disponibilità a considerare le opinioni altrui e i punti di vista diversi;
  • diplomazia e tatto nei rapporti con gli altri;
  • comprensione delle necessità di cambiamento e di miglioramento;
  • versatilità e abilità ad adattarsi a differenti situazioni;
  • perseveranza, tenacia e concentrazione, al fine di raggiungere gli obiettivi, sia in autonomia, sia interagendo in modo efficace con gli altri.
SITUAZIONE DI LAVORO
 

Il Formatore opera spesso come libero professionista o collaboratore a progetto e più raramente con un contratto di lavoro dipendente. Può svolgere il suo ruolo all’interno di agenzie formative pubbliche e private, in associazioni, nell’area della formazione di imprese medio-grandi, oppure come associato di studi professionali.

Sebbene esista un CCNL per i lavoratori del comparto della formazione, coloro che risultano inquadrati con questo tipo di contratto costituiscono una minoranza. Esistono anche gli albi regionali dei Formatori, ma vi sono iscritti solo gli operatori della formazione professionale pubblica; sono quindi esclusi dagli albi regionali tutti i Formatori del settore privato.

Normalmente il lavoro del Formatore è suddiviso in due fasi distinte, caratterizzate da orari variabili: la fase di preparazione, che presuppone tempi prestabiliti e lavoro d’équipe, e quella dell’erogazione della formazione, che consiste nello svolgimento dei moduli, in ore consecutive o alternate.

Il luogo e le modalità operative sono relative alla tipologia del progetto in corso e al modulo in svolgimento.

I ritmi di lavoro possono essere molto diversi. La tendenza dei corsi di formazione punta a favorire le esigenze dei partecipanti, con orari e tempi flessibili e modulabili (metà giornata, orari serali o giorni pre-festivi). È richiesta quindi al Formatore la massima elasticità e disponibilità.

In merito ai compensi, il panorama è molto articolato. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Formazione Professionale prevede per i Formatori l’inquadramento minimo nel 5° livello professionale ed una retribuzione minima iniziale annua lorda di poco superiore ai 20 mila euro, per giungere fin quasi a 30 mila euro, per i Docenti con un elevato livello di anzianità e/o professionalità. Questo valore è di riferimento anche per i compensi dei collaboratori a progetto, ma la retribuzione può variare significativamente in base al tipo di progetto.

Per quanto riguarda i liberi professionisti, le tariffe del Formatore per i corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo prevedono un massimale orario stabilito in base all’esperienza maturata nel ruolo. Per il Docente senior, con più di dieci anni di esperienza, la tariffa è di oltre 100 euro lordi l’ora. Scende a circa 70 euro lordi l’ora per gli esperti con almeno tre anni di lavoro, mentre per coloro che si avviano a questa professione è intorno ai 40 euro lordi.

Nel caso di Formatori senior inseriti nelle grandi aziende, il guadagno annuo è di circa 40 mila euro lordi.

PERCORSI FORMATIVI
 

Per diventare Formatore esistono diversi percorsi strutturati e da qualche anno sono state istituite anche una classe di laurea e più classi di lauree specialistiche.

Per lungo tempo, invece, esperti o professionisti di specifiche discipline, per esercitare la funzione di Formatore, potevano solo frequentare corsi più o meno lunghi e costosi, al fine di apprendere le tecniche di gestione dell’aula, dell’insegnamento e della conduzione di gruppi. Con questo tipo di formazione non codificato, i Formatori erano spesso molto preparati nelle materie specifiche ma poco convincenti nelle tecniche di comunicazione e d’insegnamento, oppure, al contrario, possedevano un’ottima preparazione in psico-pedagogia di gruppi, ma scarsissime conoscenze dei contenuti specifici delle varie discipline.

Per i giovani che intendono intraprendere questa professione, sono stati attivati i seguenti corsi di laurea, sia di 1° livello (triennale) che di 2° livello (specialistica o magistrale):

  • L 18 – Classe delle lauree in Scienze dell’educazione e della formazione.
  • LS 65 – Classe delle lauree specialistiche in Educazione degli adulti e della formazione continua.
  • LS 56 – Classe delle lauree specialistiche in Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi.
  • LS 87 – Classe delle lauree specialistiche in Scienze pedagogiche (nel 2004 le lauree in Pedagogia e in Scienze dell’educazione, di durata quadriennale, sono state riconosciute equipollenti alle lauree specialistiche in Scienze pedagogiche e in Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua).

All’interno di ognuna di queste classi di lauree viene rilasciato un titolo specifico per l’esercizio della funzione di Formatore. L’esperienza di lavoro, lunga e diversificata, come in tutte le professioni, è un requisito essenziale per ottenere credibilità e autorevolezza nei diversi contesti in cui il Formatore si trova ad operare.

Il profilo professionale del Formatore è certificato dall’Associazione Italiana Formatori (Aif), in base alle seguenti condizioni:

  • titolo di studio universitario coerente all’area di docenza (oppure titolo di scuola secondaria superiore, solo se integrato da percorsi di specializzazione, valutati dalla commissione certificatrice).
  • esperienza nella formazione di almeno 5 anni, attestata da almeno 5 dichiarazioni di committenti/datori di lavoro.
  • competenza nel raggiungere gli obiettivi formativi assegnati attraverso un’adeguata progettazione, realizzazione e monitoraggio del proprio intervento. Svolgimento di un volume minimale di attività di docenza di 500 ore per area tematica, in un arco di tempo da tre a cinque anni.

Con requisiti simili, rilasciano un’attestazione anche altri enti abilitati alla certificazione; alcuni organismi possono richiedere la sottoscrizione di un vero e proprio codice deontologico, nel caso si richieda anche l’iscrizione nel registro dei Formatori dell’ente stessoCfr. Cepas, Scheda Requisiti per la qualificazione del corso per docente-formatore, Sigla: SH 128; www.cepas.it..

Le prospettive di sviluppo professionale non sono prestabilite. Un Formatore può accedere, dopo aver maturato una indispensabile esperienza, dapprima al ruolo di progettista, poi alla funzione di coordinatore o direttore di progetti formativi.

SPECIFICITA' DI GENERE
 

Nel passato, la formazione professionale riguardava prevalentemente specifici settori tecnici e meccanici, ambiti in cui la presenza di Formatori uomini era predominante. Attualmente si assiste ad un progressivo aumento del tasso di occupazione femminile per questa Figura professionale, dovuto principalmente ai cambiamenti dei contenuti e dei metodi della formazione. Nell’arco dei decenni passati la percentuale di “femminilizzazione” in questo ruolo è praticamente raddoppiata, mentre nel corso degli ultimi anni essa è passata dal 37% al 45%, e si stima che nel medio-lungo periodo subirà un ulteriore sostanziale incremento positivo.

TENDENZE OCCUPAZIONALI
 

Sono oltre 51 mila gli addetti al settore formazione professionale pubblica nel nostro Paese. Dai dati IsfolIsfol, Statistiche sulla Formazione Professionale 2004, Isfol, Roma, 2004. si ricava che gli operatori dei servizi formativi sono il 76,9% del totale.

Tenendo conto di coloro che esercitano nel settore privato, il numero totale di Formatori operanti in Italia si stima oltre le 32 mila unità (escludendo i tutor). La gran parte di essi opera con contratti di collaborazione o di consulenza.

Tutte le attività di formazione mostrano una tendenza alla crescita, dovuta in parte alle direttive nazionali ed europee, che si stima porteranno ad un ampliamento delle possibilità occupazionali per questo settore. Per il momento, le percentuali di allievi formati sugli allievi potenziali sono, infatti, ancora molto basse: rispettivamente poco più del 25% per la formazione dei giovani, meno del 10% per la formazione di adulti disoccupati, e addirittura una frazione trascurabile (circa il 2%) per la formazione degli adulti occupati. Vi è dunque ancora un ampio margine di crescita potenziale delle attività formative, che dovrebbero fornire, quindi, ulteriori opportunità occupazionali.

Nel medio e lungo periodo è piuttosto difficile quantificare la crescita, poiché essa è soggetta a variabili difficilmente prevedibili, legate alla disponibilità di finanziamenti europei e all’evoluzione del Pil e della spesa pubblica.

FIGURE PROFESSIONALI PROSSIME
 

Il Formatore si avvale della collaborazione del tutor per l’organizzazione operativa delle lezioni, la logistica, la segreteria, i rapporti con gli allievi; si relaziona con il progettista di formazione per la definizione del percorso formativo, sempre che non abbia egli stesso progettato i moduli.

La mobilità verticale per questa professione prevede la possibilità di diventare progettista, coordinatore e responsabile di progetto formativo, naturalmente a seguito di una adeguata esperienza e di eventuali certificazioni supplementari.

Altre prospettive di carriera sono limitate all’ambito della materia di specializzazione. Il Formatore, infatti, può operare anche come libero professionista svolgendo attività di consulenza.

PROFILI FORMALI CORRELATI ALLA FIGURA TIPO
 

Questa Figura rientra nella categoria 2.6.5.3 “progettisti di formazione e specialisti nella formazione a distanza” della classificazione Istat delle professioni (2001).

FONTI

Enti di Formazione

Associazione Italiana Formatori Aif corso Magenta, 46 - 20123 Milano, Tel. 02-48013201 Fax 02-48195756, e-mail: sede.nazionale@aifonline.it, sito: www.aifonline.it

Interventi e Studi Multidisciplinari nelle Organizzazioni Ismo piazza S. Ambrogio, 16 - 20100 Milano, Tel. 02-72000497 Fax 02-89010721, e-mail: master@ismo.org, sito: www.ismo.org

Formazione per la Comunicazione – Consorzio interuniversitario For.Com via Virginio Orsini, 17/a - 00192 Roma, Tel. 06-3608151 Fax 06-36005661, e-mail: info@forcom.it, sito: www.forcom.it

Consorzio per la Ricerca e l’Educazione Permanente Corep corso Trento, 13 - 10129 Torino, Tel. 011-5645107 Fax 011-5645110, e-mail: formazione@corep.it, sito: www.formazione.corep.it

Università

Classe delle lauree triennali in Scienze dell’educazione e della formazione – L18 UV vedi Ministero dell’Università e della Ricerca piazzale J.F. Kennedy, 20 - 00144 Roma, Tel. 06-59911 Fax 06-58492057, sito: http://offf.miur.it
Note: Per informazioni sull’offerta formativa post-laurea (master di 1° livello, master di 2° livello, scuole di specializzazione, dottorati, corsi di perfezionamento) si può consultare il sito: www.almalaurea. it/cgi-bin/lau/postlaurea/index

Classe delle lauree specialistiche in Educazione degli adulti e della formazione continua – LS65 UV vedi Ministero dell’Università e della Ricerca piazzale J.F. Kennedy, 20 - 00144 Roma, Tel. 06-59911 Fax 06-58492057, sito: http://offf.miur.it
Note: Per informazioni sull’offerta formativa post-laurea (master di 1° livello, master di 2° livello, scuole di specializzazione, dottorati, corsi di perfezionamento) si può consultare il sito: www.almalaurea. it/cgi-bin/lau/postlaurea/index

Classe delle lauree specialistiche in Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi – LS56 UV vedi Ministero dell’Università e della Ricerca piazzale J.F. Kennedy, 20 - 00144 Roma, Tel. 06-59911 Fax 06-58492057, sito: http://offf.miur.it
Note: Per informazioni sull’offerta formativa post-laurea (master di 1° livello, master di 2° livello, scuole di specializzazione, dottorati, corsi di perfezionamento) si può consultare il sito: www.almalaurea. it/cgi-bin/lau/postlaurea/index

Classe delle lauree specialistiche in Scienze pedagogiche – LS87 UV vedi Ministero dell’Università e della Ricerca piazzale J.F. Kennedy, 20 - 00144 Roma, Tel. 06-59911 Fax 06-58492057, sito: http://offf.miur.it
Note: Per informazioni sull’offerta formativa post-laurea (master di 1° livello, master di 2° livello, scuole di specializzazione, dottorati, corsi di perfezionamento) si può consultare il sito: www.almalaurea. it/cgi-bin/lau/postlaurea/index

Corsi di Formazione

Ismo - Interventi e Studi Multidisciplinari nelle Organizzazioni Master per Esperti in processi di formazione e di sviluppo organizzativo e relazionale piazza S. Ambrogio, 16 - 20100 Milano, Tel. 02-72000497 Fax 02-89010721, e-mail: master@ismo.org, sito: www.ismo.org

For.Com - Formazione per la Comunicazione – Consorzio interuniversitario Corso di aggiornamento in Teoria e tecnica dei processi formativi via Virginio Orsini, 17/a - 00192 Roma, Tel. 06-3608151 Fax 06-36005661, e-mail: info@forcom.it, sito: www.forcom.it

For.Com - Formazione per la Comunicazione – Consorzio interuniversitario Master in open distance Learning (Odl) via Virginio Orsini, 17/a - 00192 Roma, Tel. 06-3608151 Fax 06-36005661, e-mail: info@forcom.it, sito: www.forcom.it

Corep - Consorzio per la Ricerca e l’Educazione Permanente Master in formazione di sé e sviluppo personale per formatori e consulenti corso Trento, 13 - 10129 Torino, Tel. 011-5645107 Fax 011-5645110, e-mail: formazione@corep.it, sito: www.formazione.corep.it

Fondazione Adolescere Scuola per Conduttori di gruppo viale Repubblica, 25 - 27058 Voghera ((PV)), Tel. 0383-343011 Fax 0383-343039, e-mail: info@adolescere.it, sito: www.adolescere.it

Communication training system Formazione e Consulenza Master in Formazione Formatori viale Regina Margherita, 145 - 00192 Roma, Tel. 06-85305331 Fax 06-8549100, e-mail: master@comteam.it, sito: www.comteam.it

Ops On-Line, Obiettivo Psicologia Fare Formazione: comunicare e lavorare in aula via Castel Colonna, 34 - 00198 Roma, Tel. 06-7809928 Fax 06-97618935, e-mail: info@opsonline.it, sito: www.opsonline.it

Ops On-Line, Obiettivo Psicologia Corso on-line Il progettista della formazione via Castel Colonna, 34 - 00198 Roma, Tel. 06-7809928 Fax 06-97618935, e-mail: info@opsonline.it, sito: www.opsonline.it

Associazioni

Associazione Professionale Europea Formazione Apef via Dalmazia, 9 - 00198 Roma, Tel. 06-85358902 Fax 06-85358902, e-mail: wn@apefassociazione.it, sito: www.apefassociazione.it

Associazione Italiana Formatori Aif corso Magenta, 46 - 20123 Milano, Tel. 02-48013201 Fax 02-48195756, e-mail: sede.nazionale@ aifonline.it, sito: www.aifonline.it

Certificazione formatori e progettisti formazione Cepas viale Val Fiorita, 96 - 00144 Roma, Tel. 06-5915373 Fax 06-5915374, e-mail: scrivi_a@cepas.it, sito: www.cepas.it

Associazione Italiana per la Qualità della Formazione Aiqf corso Vittorio Emanuele II, 18 - 00186 Roma, Tel. 06-69920231 Fax 06-69922515

European Training Foundation Etf villa Gualino, viale Settimio Severo, 65 - 10133 Torino, Tel. 011-6302222 Fax 011-6302200, e-mail: info@etf.eu.int, sito: www.etf.eu.int

Pubblicazioni

BOCHICCHIO F., I formatori: l’educatore. Competenze, tecniche e strumenti per la formazione degli adulti, Celid, Torino, 2000

BRUSCAGLIONI M., La gestione dei processi nella formazione degli adulti, Franco Angeli, Milano, 2004

CAIAZZA L., TANINI N., La formazione professionale in Italia, Buffetti, Roma, 2004

CASTAGNA M., La lezione nella formazione degli adulti, Franco Angeli, Milano, 2004

CASTAGNA M., Progettare la formazione. Guida metodologica per la progettazione del lavoro in aula, Franco Angeli, Milano, 2004

CASULA C., I porcospini di Schopenhauer. Come progettare e condurre un gruppo di formazione di adulti, Franco Angeli, Milano, 2002

CATARSI E., CINI T., Progettare formazione. Materiali per il progettista del sistema della formazione, Del Cerro, Pisa, 2003

HART L. B., Metodi di formazione innovativi di successo. Un manuale per formatori, Franco Angeli, Milano, 2004

KRAVETZ D. J., La rivoluzione delle risorse umane. Guida ai nuovi metodi di organizzazione, di supervisione e di direzione partecipativa, Franco Angeli, Milano, 2002

MAZZOLI G., Dizionario della formazione professionale. Rapporto 2002, Franco Angeli, Milano, 2004

ROTONDI M., Facilitare l’apprendere. Modi e percorsi per una formazione di qualità, Franco Angeli, Milano, 2004

ROTONDI M., Formazione outdoor: apprendere dall’esperienza. Teorie, modelli, tecniche, best practices, Franco Angeli, Milano, 2004

SAN ROMAN J., Il noviziato. Manuale per i formatori e le formatrici, Ancora, Milano, 2003

STAGI L., VERCELLI G., E-Learning e formazione continua. Risorgeco: il trasferimento di buone pratiche attraverso la Fad, Franco Angeli, Milano, 2004

TRENTIN G., Dalla formazione a distanza all’apprendimento in rete, Franco Angeli, Milano, 2004

Riviste

Focus on Lifelong Lifewide Learning Eda Forum, Firenze rivista curata dall’Eda Forum Permanente per l’Educazione degli Adulti, trimestrale. Consultabile su: http://rivista.edaforum.it/

La Rivista , periodico della Direzione generale dell’istruzione e della cultura dell’Unione Europea, disponibile anche in italiano, mensile. Consultabile su: http://europa.eu.int/comm/dgs/education_culture/mag/index_it.html

For Franco Angeli, Milano rivista per la formazione a cura dell’Aif, Associazione Italiana Formatori, trimestrale.

TD Tecnologie Didattiche Menabò Editore, Ortona (CH) quadrimestrale

Risorsa Uomo Franco Angeli, Milano rivista di psicologia del lavoro e dell’organizzazione, semestrale.

QT Quaderni di Tecnostruttura Franco Angeli, Milano trimestrale

Adultità Guerini Associati, Milano semestrale

Kanbrain Quaderni sui processi formativi Guerini Associati, Milano bimestrale

Fiere

Ge.Fi S.p.a. Expo dell’Educazione e del Lavoro - Mostra dell’Istruzione, Formazione, Università e Ricerca, Servizi al lavoro, Capitale Umano. via Canova, 19 - 20145 Milano, Tel. 02-31911911 Fax 02-33104656, e-mail: capitaleumano@gestionefiere.com, sito: www.educazionelavoro.it
Note: annuale, solitamente si svolge nel mese di marzo nella città di Milano.

Longarone Fiere S.r.l. Orient@ – Manifestazione provinciale sull’orientamento scolastico, professionale e innovazione, annuale, solitamente si svolge nel mese di ottobre. via del Parco, 3 - 32013 Longarone ((BL)), Tel. 0437-577577 Fax 0437-770340, sito: www.longaronefiere.it

Layx Job e Orienta – Mostra-convegno nazionale dedicata alla scuola, all’orientamento, alla formazione, al lavoro, annuale, solitamente si svolge nel mese di novembre nella città di Verona. via Boscovich, 12/C - 35136 Padova, Tel. 049-8726599 Fax 049-8726568, e-mail: job@layx.it, sito: http://fair.veronafiere.it/joborienta/index.html

Internet

www.blucomfort.com Sito che sviluppa soluzioni customizzate per l’ E-Learning e per il web marketing.

www.gildacentrostudi.it Sito del Centro di coordinamento degli studi della Gilda. Contiene informazioni sul mondo della scuola.

http://sophia.it Sito messo a punto dalla Società Estrapola S.r.l., utile per conoscere tutte le novità da Internet per la scuola.

http://puntoedu.indire.it Sito messo a punto da Indire per la formazione on-line dei docenti.